TOP 10: I Migliori Dischi Del 2003

300_album_15620I’d give this all up for a chance to find my way back to that summer in 2003 when I felt alive

Warnings: siamo nate nel 1990, se non trovate il vostro gusto personale in questa classifica è perché siete più giovani o più vecchi di noi. 

Prese da un’incontrollabile voglia di revival avevamo deciso di forgiare una classifica dei migliori dieci dischi di dieci anni fa, ma pensa e ripensa, abbiamo notato che il 2004 è stato un anno scarso per quanto riguarda i dischi belli, un po’ come il 2012 insomma, così abbiamo deciso di parlarvi del 2003 e dell’estate che ci ha rovinato la vita.
Ma certo, sarebbe stato troppo facile stilare una classifica dei dischi del 2003 che ascoltiamo adesso, ma che senso avrebbe avuto? Per questo motivo abbiamo compiuto un throw back nell’inizio della nostra adolescenza, quando non esisteva la wi-fi e in pochi avevano l’adsl, quando si guardava il Festivalbar e MTV passava prevalentemente musica, quando i cd si compravano in formato fisico nei negozi e avevano i contenuti speciali da guardare online e Blockbuster era ancora in piena attività. Per tutti questi motivi, quelli che vi presentiamo non sono “i migliori dischi del 2003” ma più che altro “i dischi che ascoltavamo nel 2003”.

10) Black Eyed Peas – Elephunk
The_Black_Eyed_Peas-Elephunk-FrontalI Black Eyed Peas non erano la band preferita di nessuno,non facevano per niente rebel/alternative però “Where Is The Love?” la passavano ovunque e quindi inevitabilmente ti piaceva e la si canticchiava per forza perché era catchy as hell. Poi Fergie aveva le unghie fighe e tutti volevano farsele come lei ma nessuno era capace. Secondo noi “Where Is TheLove” è l’ultimo esempio di canzone commerciale bella (insieme a Hollaback Girl di Gwen Stefani di due anni dopo), perché dai, le canzoni commerciali fino al 2003 erano belle, poi sono arrivati i vari dj a rovinare tutto e il resto della storia lo conoscete, ce lo siamo portati dietro fino ad oggi.
L’album del 2003 dei BEP si chiamava Elephunk, loro esistevano già da molti anni ma solo nel 2003 sono diventati famosi worldwide e l’altra canzone bella era Shut Up, con Travis Barker e Shifty dei Crazy Town come special guest stars nel video.

9) Evanescence – Fallen
Evanescence-Fallen-FrontalNel 2003 a caso era uscita Bring Me To Life e il video era ipnotico perché c’era lei che camminava sui palazzi e sprofondava. Nella song Amy Lee cantava insieme a un tale Paul McCoy e in pratica questa era la canzone rock dell’estate che poi sarebbe finita nella colonna sonora di Daredevil.
Era la prima canzone dark a diventare molto famosa e a noi piaceva, solo che poi ci erano rimasti male perché il tipo che cantava con Amy non era un membro della band e abbiamo dovuto scoprirlo solo grazie al Festivalbar.
Dopo il disco del 2003, Fallen, nessuno li ha mai più cagati e ad un certo punto si era anche sparsa la voce che Amy Lee dal vivo non sapesse cantare ma noi che li abbiamo visti al Festivalbar vi diciamo che non è così.

8) Distillers – Coral Fang
The_Distillers-Coral_Fang-FrontalBrody Dalle era l’esempio di punk woman perfetta, ai tempi non c’erano le varie Hayley Williams di mezzo a rovinare l’immagine e Brody spadroneggiava sulla scena, inoltre era sposata con Tim Armstrong quindi era tutto ancora più punk.
Nel 2003 esce l’album Coral Fang che era una bomba, il singolo era Drain The Blood e le altre belle erano Beat Your Heart Out, Hall of Mirrors, The Hunger e Dismantle Me.
A noi sarebbe piaciuto tutte avere i contro cazzi che aveva lei e le mamme avevano la costante paura che ad un certo punto della vita ci saremmo vestite come Brody ma ma non è mai successo perché era troppo sbatty però inevitabilmente ha portato nelle nostre vite l’eyeliner, lo smalto nero e la voglia di labret.
E niente, adesso mentre stiamo scrivendo dei Distillers li stiamo ascoltando su Spotify ad 11 anni di distanza ma siamo più o meno esaltate come a quei tempi, aiuto.

7) American Hi-Fi – The Art Of Losing
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Le canzoni belle degli American Hi-Fi erano tutte nell’album precedente in pratica, questo era un po’ più rock’n’roll ma noi li abbiamo conosciuti con The Art of Losing perché la passavano su Mtv nelle trasmissioni che nessuno seguiva di sera tardi e ti prendevi bene perché nessuno li conosceva, li avevi scoperti tu e quindi erano tuoi. The Art Of Losing era una canzone relativamente facile, si riusciva anche a tradurla ed era immensamente rebel perché diceva 1 2 fuck you, che era una frase bella su cui fare sing along. E’ diventata di dominio pubblico quando finì nella colonna sonora di American Pie 3: Il Matrimonio e in una puntata di Malcom In The Middle però l’altra canzone bella bella ed old school dell’album era The Break Up Song. Ultima cosa ma non meno degna di nota: Stacy Jones che era il nostro crush of the year, bello, biondo, faccia da bravo ragazzo e ancora non suonava per Miley Cyrus.

6) The Rasmus – Dead Letters
The_Rasmus-Dead_Letters-FrontalI The Rasmus sono una band finlandese che era già conosciuta per la canzone dal titolo dislessico f-f-f-f-falling, però nel 2003 hanno spopolato un po’ in tutto il mondo con In The Shadows che era un po’ dark e un po’ disco dance senza esserlo veramente e hanno dato il via al trend delle piume di corvo nei capelli.
Poi non si capiva se il cantate era bello o no però raccontava un sacco di cose rebel su sé stesso tipo che metteva le lenti a contatto colorate per non far vedere gli occhi specchio dell’anima e che fumava un sacco prima di cantare. Si chiamava Lauri e le girls erano in fissa per lui ma non abbiamo mai scoperto se fosse veramente un uomo, a quei tempi non conoscevamo Skiba, sennò avremmo chiesto a lui.
E la vera canzone bella di Dead Letters era First Day Of My Life, che spaccava davvero tanto.

5) NOFX – The War On Errorism
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Dovevamo scegliere fra Anti-flag, Bad religion, Pennywise e Rancid ma abbiamo optato peri NOFX perché nel 2003 andavano di moda le bandiere della pace appese alle finestre contro la guerra di Bush in Iraq e sulla copertina di The War On Errorism c’era appunto Bush in versione pagliaccio.
Noi li abbiamo scoperti così i Nofx, con Franco un-american e The separation of church and skate e ci gasavano, ci sentivamo veramente punk.
Poi in 13 Stitches, Fat mike parla della prima volta che ha visto i Descendents e da lì, insieme alla cover di Hope fatta dai blink-182 sempre nel 2003,  ci è stato aperto un altro bel mondo.

4) Linkin Park – Meteora
Linkin_Park-Meteora-FrontalI primi anni 2000 erano esagerati per quanto riguarda il Nu Metal, nel 2003 uscì Meteora dei Linkin Park, il primo singolo era Somewhere I Belong ed era una bomba. Gli altri singoloni erano Numb, Faint e Breaking The Habit.
Il Nu metal ti gasava per forza e i Linkin Park erano i nostri preferiti, i frontman erano Chester e Mike che non erano belli però piacevano a tutti lo stesso perché erano dei bad boys e Chester aveva i tattoo con le fiamme.
Lo stile dei Linkin Park prendeva troppo, infatti andavamo tutti vestiti coi baggy pants, le felpe larghe e le Osiris o le Adidas superstar ai piedi nelle grigie giornate invernali con le canzoni di questo album on the walkman.

3) Yellowcard – Ocean Avenue
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Con gli Yellowcard ci sono feels da tutte le parti e non riusciamo a parlarne seriamente perché Ocean Avenue ci ha rovinato l’estate del 2003 e se solo iniziamo a pensare a questa band e a questo album iniziamo a piangere e ciao.


2)
 The Ataris – So Long, Astoria  
The_Ataris_-_So_Long,_Astoria_coverSo Long Astoria. Voi direte “ma è del 2002!” invece no, la reunion per i 10 anni l’hanno annunciata nel 2013 quindi è per forza del 2003. Ed è inutile che i trentenni dicano che sono fighi e li conoscono dal 96 perché non è vero. Certo, ci sarà qualcuno che li ha visti in Italia nel 2002 e cose così ma la maggior parte delle persone sicuramente li ha beccati su Mtv con The Boys Of Summer, che poi è una stupida cover, o con In This Diary che il video è costato un sacco di soldi. Se ci chiedete di parlarvi degli Ataris ci vengono in mente solo le cose belle del 2003, tutta la vita nei testi di Kris Roe, che è il best songwriter ever, e i suoi capelli biondi che sventolavano al Warped Tour di quell’estate là.

1)  Blink-182 – Selftitled
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Per quanto riguarda i Blink-182 in tanti vi diranno che li ascoltavano da quando avevano 9 anni nel 99 ma non è vero, quelli della nostra età hanno iniziato ad ascoltarli seriamente nel 2003 quando uscì l’album della vita: Tom aveva il ciuffo nero e iniziò ad usare la sua Gibson, Travis aveva la cresta bionda e Mark i capelli più belli di tutta la sua carriera. A quei tempi suonavano velocissimi, avevano abbandonato le sonorità di Enema e Take Off e ad ogni ascolto l’Untitled diventava sempre più bello. Non so come terminare il discorso se non piangendoci sopra.

Outsider: Matchbook Romance – Stories And Alibies
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Loro sono gli outsider perché tutte le band di quel genere musicale (che potete chiamarlo come volete, post hardcore forse è il nome più adatto però) cioè i Taking Back Sunday, i Finch, i  The Used, i Senses Fail avevano fatto uscire i loro dischi o nel 2002 o nel 2004 e l’unico album di questo tipo del 2003 era il loro ed era stupendo. The Greatest Fall Of All Time è il singalong della vita, poi c’erano My Eyes Burns e Promise che erano bellissime, e con She’ll Never Understand le high school memories si vanno davvero perdendo. If you know what I mean.

Chelli e Eli

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