Linkin Park + Simple Plan Live @ Postepay Rock in Roma 06/09/2015

di Ivan Marra

linkin

Per l’unica data italiana del loro The Hunting Party Tour i Linkin Park hanno scelto l’ormai nota kermesse romana Rock In Roma e questa volta si sono anche portati dietro i nostri cari amici Simple Plan, forse per non interrompere la tradizionale scelta a caso dei gruppi spalla dei Linkin Park.

In realtà non ero troppo convinto di partecipare a questo concerto ma un po’ per rivivere i feels dei giorni passati da adolescente, un po’ per aggiungere i Linkin Park al mio curriculum di concerti e un po’ per vedere come il Rock in Roma è organizzato quest’anno che decido alla fine di andarci!

Iniziamo proprio da qui, nonostante avessi sentito numerose critiche sull’ organizzazione (e quando mai) io da vero anticonformista spezzo una lancia a loro favore, all’ interno come al solito numerosi stand per birra, cibo, merchandising ecc ecc senza file interminabili di persone nonostante l’ ippodromo fosse STRAPIENO (sarà grazie al nuovo sistema dei tokens?),ottima segnaletica per info-point , toilette e stage e non ultimo forse più importante il collegamento con Roma, numerosi bus prestabiliti e treni speciali che con 2 euro ti portavano comodamente a Roma Termini quindi tutto bene dai, ma basta chiacchiere e passiamo al live.

Verso le 21.15 salgono sul palco i Simple Plan: già mi immaginavo scene apocalittiche con bottiglie sul palco, fischi, sangue e invece no! Il pubblico (che fondamentalmente non era lì per i Simple Plan) si è comportato benissimo, addirittura accennando dei sing alongs con i 5 canadesi sulle note dei loro pezzi più famosi. SU Welcome to My Life, che forse è stata eseguita un po’ troppo presto, siamo tornati tutti teenager brufolosi e sfigati. Si continua con un bel mix di pezzi vecchi più una new entry chiamata Boom che sinceramente non mi ha detto nulla ma aspettiamo il loro album per dare un giudizio finale. Apprezzabile comunque il caro Bouvier che ha sempre cercato di tener partecipe il pubblico, riuscendoci discretamente. Magari un po’ meno “grazi milli” la prossima volta.

Un’ora più tardi tocca ai Linkin Park e si parte alla grandissima con Papercut. Il Capannelle esplode, fans incontrollabili, impazziti, euforici! Si distinguevano difficilmente le voci di Chester e Mike ma i concerti sono belli anche per questo!

Si prosegue con brani tratti dalle loro recenti fatiche discografiche e io devo ammetterlo che con il passare degli anni ho smesso di seguirli non appena uscì Minutes to Midnight: troppa sperimentazione con l’elettronica, troppe cafonate e infatti durante un pezzo di cui non ricordo il nome ci si ritrova dal Gods of Metal alla riapertura dei Cocoricò senza passare dal via, comunque dai si sono ripresi con tanta bella roba old schooldi Meteora e Hybrid Theory, e che poi che ve lo dico a fa a In the End e Faint delirio puro.

C’è stato anche un flash mob molto carino su mi sembra Final Masquerade (non sono sicuro) organizzato dall’ attivissimo fan club del gruppo in memoria di un ragazzo di nome Alessandro che purtroppo non è più con noi, a cui Chester ha trovato il momento per spendere qualche parola e dedicargli A Place for my Head (pezzo preferito di Alessandro), originariamente non in scaletta, dimostrando che sotto le urla e i tatuaggi si nasconde un cuore tenero. Si chiude alla grande con What I’ve Done e Bleed itOut.

Considerazioni finali? Molta gente mi disse che Chester Bennigton ormai non riesce più a cantare come un tempo…non so amici cari ma a me è sembrato che ci dia ancora dentro e si rivela essere un performer eccezionale! Sono contento alla fine di esser andato a questa data,s icuramente non sono e né sarò il primo fan dei Linkin Park a questo mondo ma assistere ad un gruppo che riesce a radunare così tante persone, a farle cantare tutte insieme, a farle divertire tutte beh…vuol dire che sai fare il tuo lavoro proprio bene! Non dovrebbe essere questo lo scopo della musica?

Setlist:

Papercut
Given Up
Rebellion
Points of Authority
One Step Closer
A Line in the Sand
From the Inside
Runaway
Wastelands
Castle of Glass
Leave Out All the Rest / Shadow of the Day /Iridescent
Robot Boy (instrumental)
New Divide
Breaking the Habit
Darker Than Blood (Steve Aoki cover)
Burn It Down

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